Nel 2017 in Italia è stato distribuito ”The Founder”, pellicola che racconta l’ascesa al potere dell’imprenditore Ray Kroc, interpretato da uno splendido Michael Keaton, e la storia di come acquisì la catena di fast food più amata (e odiata) del mondo: McDonald’s.

Se già questo film che mostra come un industriale senza scrupoli possa distruggere un’impresa a conduzione famigliare nata con i più nobili intenti e con alti standard qualitativi, vi ha fatto accapponare la pelle facendovi odiare l’azienda dai due archi dorati, il documentario che andrò a recensire, forse, non vi farà mettere più piede in un qualsiasi fast food, facendovi venire i conati solamente guardandone i loghi. Era il lontano 2004 quando, in seguito ad un episodio giudiziario che vedeva la nota catena di fast food essere citata in giudizio da due ragazze statunitensi, sostenendo che la loro obesità dipendesse dal cibo offerto dalla catena, Spurlock decise di sperimentare in prima persona gli effetti di questi cibi sul proprio corpo e di riprendere tutto ciò che sarebbe accaduto nell’arco di trenta giorni. L’esperimento ebbe poche e semplici regole:

1) i tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) devono essere tre pasti McDonald’s;

2) assaggiare almeno una volta ogni opzione dei vari menu;

3) impossibilità di acquistare qualcosa fuori dal menu;

4) obbligatoriamente comprare il menu Super Size (il più grande) se offertogli;

5) percorrere lo stesso numero di passi di un americano medio;

6) nessun tipo di attività fisica.

Prima di iniziare questa follia gli esami di routine e le visite da tre diversi medici, uno generico, un cardiologo e un gastroenterologo attestarono Morgan come un uomo in ottimo stato di salute, sostenendo che la ”dieta” particolare a cui si sarebbe sottoposto avrebbe solo innescato un aumento del colesterolo e della massa grassa dato che il corpo umano sa adattarsi facilmente; così non fu. Insomma in questo documentario vediamo il nostro documentarista ingurgitare cibo proveniente dalla catena McDonald’s e sperimentare in prima persona gli effetti psicologici (depressione e dipendenza dal cibo McD) e fisici (aumento vertiginoso di colesterolo e massa grassa, disfunzione erettile, perdita di energia, vomito e fegato ridotto a patè come il più incallito degli alcolisti).

Ovviamente la maggior parte di voi che state leggendo penserà che non è necessario filmare una simile esperienza per dimostrare quanto sia dannoso per l’organismo una dieta così sbilanciata, ed è qui che vi sbagliate. Spurlock non si limita solo a filmare l’effetto della malnutrizione ma svolge una vera e propria indagine sulle abitudini alimentari della società americana, andando a cercare all’interno di scuole, fast food, enti per un’alimentazione più sana e quelle che difendono legalmente i grani marchi delle catene fast food le motivazioni che portano ad essere l’America il terzo paese, superato dalle Kiribati e Samoa Americane, con il più alto tasso di obesità nel mondo. All’interno delle mense scolastiche vige la più totale anarchia alimentare, si può prendere ciò che si vuole purchè si paghi, non c’è nessun menù prefissato che possa fornire un minimo barlume di alimentazione bilanciata; vendono patatine fritte, hamburgher, bibite zuccherate, hot dog, snack preconfezionati e poche alternative salutari. La ginnastica dalle scuole elementari sino al college viene insegnata solamente nello stato dell’Illinois, una volta a settimana per quarantacinque minuti e sui banchi di scuola l’alimentazione corretta non è materia di lezione; lo Stato si mette da parte per gli enormi introiti economici che questo business versa nelle sue casse. Le famiglie non insegnano il valore del cibo ai propri figli o se lo fanno le loro influenze vengono completamente annullate da un vero e proprio lavaggio del cervello attraverso campagne pubblicitarie martellanti e asfissianti che premono soprattutto ad accalappiare un target di clienti molto giovani attraverso la creazione di cartoni animati con protagonista Ronald McDonald’s. Il fimlmaker decide di sottoporre dei bambini di una scuola elementare del Massachusetts ad un piccolo esperimento: mostra delle foto di personaggi illustri come il presidente W. Bush, Gesù o George Washington e le icone creati da questi brand. Tutti i bambini conoscevano il pagliaccio mascotte di McDonald’s, non riconoscendo le altre. L’attacco che Spurlock vuole lanciare non è da vedere come una rappresaglia diretta solo ed esclusivamente alla catena McDonald’s ma è un attacco all’intera industria del fast food che non pensa al benessere dei propri clienti ma, come ovvio che sia, ai loro portafogli, oltre che al sistema americano che non favorisce un educazione alimentare adeguata, creando così una sorta di circolo vizioso. L’unica soddisfazione di Morgan è stata vedere la cancellazione del menù super size, che si poteva acquistare aggiungendo pochi dollari in più, fu tolto dai menu della catena poco dopo l’uscita del suo documentario sebbene sostengano non prescinda da quest’ultimo. Concludendo, nessun singolo potrà mai battere queste potenti aziende ma, parafrasando lo stesso autore del documentai, ”noi siamo gli unici che possono far cambiare le cose. Se volete vivere così, accomodatevi”.