Per la generazione dei film-makers degli anni 90, Larry Clark è stato un innovatore da cui era possibile soltanto prendere esempio.


Fotografo, film-maker, attore, sceneggiatore, produttore: Larry è una leggenda vivente.
Da fotografo, nei primi anni 70, aveva saputo cogliere i lati più oscuri della società di cui, poi, avrebbe per sempre parlato. Una società violenta fatta di eccessi e di disperazione.

Uno scatto di "Tulsa" - Larry Clark 1971

Uno scatto di “Tulsa” – Larry Clark 1971

Tulsa fu un lavoro che condizionò profondamente la generazione di fotografi del ventennio successivo come Nan Goldin e Richard Prince.
Ora che Kids, il suo primo lungometraggio, ha compiuto 20 anni, è facile capire il modo in cui ha ridisegnato anche i canoni del cinema indipendente.
Da sempre ossessionato dall’esplorazione adolescenziale della sessualità, Clark racconta di un mondo reale che molti non sopportano di vedere e conoscere.
I ragazzi nei film di Clark si drogano, bevono fino a svenire, vivono una sessualità promiscua, sono violenti, rubano, discriminano: fanno esattamente tutto ciò che buona parte di noi ha fatto durante la propria adolescenza.

Rosario Dawson & Chloë in Kids - 1995

Rosario Dawson & Chloë in Kids – 1995

Questo modo di condurre l’esistenza è osservato con realismo e senza esprimere alcun giudizio morale. I veri mostri, quando presenti nei suoi film, sono semmai gli adulti: perversi, affetti da disturbi maniaco-sessuali gravi, autoritari ma vittime, in qualche modo anche loro, di una società in cui non hanno saputo trovare il proprio posto, una società che pretende dai propri figli perfezione, compostezza, senso della lotta tra simili per emergere e che, pertanto, non può far altro che produrre creature spregevoli.

I film di Clark sono accusati spesso di essere eccessivi, alcune sequenze di essere al limite della pornografia. Ma la pornografia è un genere che si pone l’obiettivo di creare eccitazione nello spettatore, mentre Clark fotografa i corpi nudi con eleganza, poesia, con una sensibilità fuori dal comune, anche quando quei corpi, non ancora pienamente adulti, si uniscono nei più animaleschi atti sessuali.
In questa prima parte analizzeremo i suoi primi tre lungometraggi, film completamente differenti l’uno dall’altro e con cui Clark ha impostato il suo stile espressivo. Passeremo anche per Tulsa, città natale di Larry Clark, dove l’autore ha iniziato il suo percorso di artista, luogo in cui, come lui stesso dice, l’ago una volta entrato non è mai più uscito.

Monografia – Prima parte:

Monografia – Seconda parte:

Lars il bastardo di  Sinema Exit