Gastone Moschin, ai più noto come attore e personaggio televisivo è stato molto più di questo. Nato artisticamente in teatro approda al cinema come doppiatore oltre che doppiatore e quasi parallelamente riesce ad imporsi in televisione dove attraverso gli sceneggiati porta sul piccolo schermo alcuni dei romanzi più famosi. Incredibilmente poliedrico riesce a passare da un ruolo all’altro senza mai fossilizzarsi in una figura ben precisa (cosa non da tutti allora come oggi). In questa Top 10 verrà ripercorsa la sua carriera cinematografica riassumendola nei punti più importanti.

 

Gli anni ruggenti (1962) di Luigi Zampa

Commedia ambientata negli “anni ruggenti” del ventennio, dove Moschin è Carmine Passante, un esponente del partito che per via di un malinteso deve “rendere conto” delle sue malefatte. Nel cast, Gino Cervi e Nino Manfredi, la sceneggiatura è stata curata oltre che dal regista anche da Ruggero Maccari e Ettore Scola. Robetta.

 

Signore & signori 1965 di Pietro Germi

Questo film è composto da tre storie, tre storie che sono una parodia feroce dell’ipocrisia che si annida nel boom economico del dopoguerra. Moschin è Osvaldo Bisigato, ragioniere senza ambizioni, infelicemente sposato e innamorato perso di un’altra donna. Vi ricorda qualcuno?

 

L’harem (1967) di Marco Ferreri

In questa pellicola dove interpreta il ruolo di un’ingegnere alle prese con una donna indecisa e una sorta di harem al contrario Moschin riesce a dare vita ad un personaggio perfettamente in tema con il film, ideale per una commedia in una situazione che si rivela molto seria sotto la direzione del mitico Marco Ferreri.

 

Gli specialisti (1969) di Sergio Corbucci

Farsi mancare lo spaghetti western in quegli anni penso fosse illegale, ma essere diretto da Corbucci non era di certo una cosa per tutti (scusate il gioco di parole). Nonostante la parte marginale Moschin è perfettamente incastonato nel ruolo e nell’ambientazione. Peccato non ne abbia fatti altri.

 

Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci

Se essere diretto da Corbucci non era una cosa per tutti figurarsi essere diretto dal premio Oscar, Bernardo Bertolucci (vi giuro non lo sto facendo a posta). Altro giro altro grande regista insomma, peccato però che anche questa volta il ruolo non centrale, ma Moschin ha fatto sempre la sua figura , sopratutto in una pellicola ambientata in quegli anni.

 

Roma bene (1971) Carlo Lizzani

Lizzani ci mette sotto gli occhi la doppia faccia non della capitale e della sua ipocrisia. Moschin insieme a Virna Lisi e Nino Manfredi mettono in atto una dissacrante opera di un certo mondo.

 

Milano calibro 9 (1972) Fernando Di Leo

L’anno successivo a Roma Bene Fernando Di Leo fa calare Moschin in uno dei suoi personaggi divenuti più celebri, lo spietato Ugo Piazza, in un poliziottesco non da poco. Di Leo con la complicità di Mario Adorf e Barbara Bouchet da vita al primo capitolo della sua Trilogia del milieu, poliziotteschi diretti all’inizio degli anni 70.

 

Squadra volante (1974) Stelvio Massi

Ancora poliziotteschi, ancora ruoli da cattivo, in fondo siamo negli anni 70′. Stavolta veste i panni del Marsigliese, al fianco di Tomas Milian che gli da la caccia.

 

Il padrino – Parte II (The Godfather Part II) 1974 di Francis Ford Coppola

Arrivati a questo punto non penso servano descrizioni, ma se per caso vi mancasse la visione della trilogia non dovete assolutamente perdere altro tempo, oltre ad un capolavoro del cinema vi state perdendo anche il ruolo (o il secondo ruolo) più conosciuto dell’attore veneto, il leggendario Don Fanucci. Personaggio che non è passato in secondo piano agli occhi dei cinefili.

 

Amici miei (1975), Amici miei – Atto II° (1982) di Mario Monicelli & Amici miei – Atto IIIº (1985) di Nanni Loy

Se ne caso de Il padrino – Parte II c’è stato un “ma”, qui non c’è, qui non transigo. Amici miei è probabilmente il più noto film di Gastone Moschin, un gruppo di amici di diversa estrazione che nonostante età, lavoro e vita matrimoniale non rinunciano al volersi divertire organizzando le “zingarate” più assurde e a volte anche realmente accadute. Con questa prima posizione, perdonate la banalità della frase, Moschin aka Rambaldo Melandri, ci lascia l’ultimo degli amici miei.

 

Menzioni speciali

Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy

Dopo il suo debutto cinematografico con La rivale (1955) di Anton Giulio Majano, è giusto menzionale il piccolo ruolo del libraio nel film di Loy Audace colpo dei soliti ignoti, sequel del cult I soliti ignoti di Monicelli, nome che lo ha legato indissolubilmente al cinema Italiano.

 

L’inafferrabile invincibile Mr. Invisibile (1970) Antonio Margheriti

Pensavate che non ci fosse la fantascienza eh, e invece eccola qui, storia liberamente ispirata all’uomo invisibile oltre a non aver avuto successo nelle sale non è nemmeno molto conosciuto, ma va comunque menzionarlo visto che è l’unico film del genere in cui si è cimentato Moschin.

 

di Cristiano Arturo