Come di consueto ci troviamo a fare una classifica tra le nostre visioni dello scorso anno. Tanti titoli eccellenti e tantissimi altri che di bello hanno poco e nulla. In un giudizio totalmente arbitrario, ecco la TOP e FLOP 2017:

TOP

#5 Passeri
(Rúnar Rúnarsson, Islanda – Danimarca – Croazia, 2015)
Uscito in Italia nel 2017, questa pellicola passata in sordina merita di essere recuperata al più presto da chiunque se la sia persa. Un racconto apparentemente monotono e algido, sullo sfondo di giorni e notti bagnate da una luce viviva e opprimente, diviene testimone di una delle scene più forti e crude che possiate aspettarvi. Un gioiello come pochi.

#4 La cura del benessere
(Gore Verbinski, USA – Germania, 2016)
Questo è un film che mi ha creato non poche incertezze nell’inserirlo tra i miei TOP dello scorso anno. Essenzialmente la trama non mi colpì in modo particolare: il racconto si sviscera in modo quasi dozzinale per finire in una banale trovata fantasy. Eppure lo rivedrei ancora, e ancora. Spettacolare dal punto di vista puramente scenico, meticoloso ed estremamente curato. Il senso di claustrofobia e angoscia persiste durante tutta la visione e questo, a contrasto con una sinossi dallo svolgimento incerto, me lo sbalza in cima ai miei odi et amo.

#3 Detroit
(Kathryn Bigelow, USA, 2017)
L’enorme potenziale della Bigelow si conferma con questa pellicola di forte impatto: interpretazioni notevoli a favore di una storia trattata con ragguardevole cura e decisione. Tre step narrativi che nel fulcro centrale trovano la vera esplosione emotiva e terrificante di una guerriglia che tutt’oggi non si può definire conclusa.

#2 Pelle
(Eduardo Casanova, Spagna, 2017)
Con questa produzione Netflix surclassa ampiamente tantissimi dei film usciti nelle sale. Eduardo Casanova ci invita nella residenza di anime instabili traviate da un aspetto (anche notevolmente) fuori dal comune. L’incanto cromatico e l’assemblaggio spettacolare di ogni contesto rendono questo film un piccolo capolavoro difficile da dimenticare.

#1 Madre!
(Darren Aronofsky, USA, 2017)
Fischiato, odiato, ripudiato da molti come il peggiore del regista. Questa pellicola è poesia, è violenza, è un dramma profondo aperto ad un mondo malato. E tutto questo si miscela in una formula perfetta che ti entra nelle viscere scuotendoti nel profondo, come solo Aronofsky riesce a fare. Non potrei chiedere di più.

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FLOP

#5 Cinquanta sfumature di nero
(James Foley, USA, 2017)
Partiamo dal presupposto che da un film del genere ti aspetti giusto di farti almeno due risate. Niente. Neanche quello. Ragazze mie, vi informo che ci sono categorie porno per donne anche sui siti streaming gratuiti e magari lì trovate una ragione reale per attizzarvi, altro che quel pesce lesso di Jamie Dornan. Fate più bella figura così che ad andare al cinema per ‘ste boiate.

#4 2:22 – Il destino è già scritto
(Paul Currie, USA – Australia, 2017)
Anche qui un prodotto di totale inutilità. Fantascienza spicciola e retorica condita da una nauseabonda storiella d’amore. Inutile che ci mettete il manzo de Il trono di spade (Michiel Huisman, il noto Daario), non serve a una ceppa.

#3 T2 Trainspotting
(Danny Boyle, Regno Unito, 2017)
Mai piaciute le ‘operazioni nostalgia’ e questo ne è la prova definitiva. Noia totale, ho cercato di rimuoverne la visione subito dopo sperando di dimenticarlo in fretta. Vaffanculo Boyle.

#2 Vi presento Toni Erdmann
(Maren Ade, Germania – Austria, 2016)
Perchè dilungarsi senza fine quando non vi è alcun motivo per farlo? Questo è il pensiero fisso che ne ha accompagnato la visione. Salvo un paio di scene, il film è un logorio di immagini costante e senza sosta. Quando una commedia ti fa venir voglia di fuggire dalla sala probabilmente non è poi tanto riuscita.

#1 IT
(Andrés Muschietti, USA, 2017)
Uno dei film più attesi del 2017 e quello che sicuramente mi ha più deluso. Ottimo Bill Skarsgård che non fa rimpiangere in alcun modo il celebre Tim Curry del film tv cult anni ’90, ma questo non basta. Non si può trasformare tutto in una mediocre parodia dell’osannatissimo (e che palle, aggiungerei) Stranger Things. Ed altro non è che questo. Una visione che si è conclusa con una grande incazzatura mista a frustrazione. E chissà cosa ne sarà del secondo capitolo…